Le storie brutte secondo The Someone
Quando una Storia è Semplicemente Brutta?
Salve a tutti, belli e brutti, e bentornati alla rubrica filler “The Someone Commenta Cose”!
Nel caso non aveste notato, qui abbiamo stroncato diverse storie parecchio discutibili... ma voglio farvi una domanda: quando, di preciso, una storia è così brutta e malriuscita da essere impossibile da salvare sotto ogni punto di vista?
Restiamo per ora fuori dal giudizio morale, perché altrimenti mi metto a parlare di roba tipo le “50 Sfumature di Abusi Emotivi e Gaslighting”, e non ne ho proprio voglia.
Verrà anche il loro momento, non preoccupatevi, la mia giustizia calerà su di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno.
Parlo dal punto di vista puramente narrativo e della capacità di intrattenere.
Innanzituttamente, va specificato che la bruttezza di un'opera narrativa, oltre ad essere un concetto relativamente soggettivo, è uno spettro abbastanza complesso: si può passare dal “non così bello”, al “brutto”, fino ad arrivare al “così brutto che ti strappa due risate ironicamente”.
Per dire, le ficcyne del MALVAGIO ABOMIGNO sono roba che non si salva sotto assolutamente nessun punto di vista: scritte male in qualunque modo la si volti e la si giri, sconce, misogine, con fetish discutibili, piene di glorificazione della guerra di conquista imperialista e della tortura gratuita, edgy come poche e con un protagonista (non un Autore, non conosco il tale di persona e quindi mi esimo da giudizi morali) che non solo è SEMPRE un Super Gary Stu Leggendario di Quarto Livello God Blue Ultra Istinto, ma che è pure un tale PAZZO MANIACO SOCIOPATICO GUERRAFONDAIO SADICO NEL BUCO DEL CULO che giungerebbe a dirgli di darsi una calmata pure cotesto pazzoide:
Ma, e non riesco a credere di starlo scrivendo davvero, se soprassediamo sul versante grammaticale e su quello morfosintattico, e ignoriamo gli aspetti moralmente abominevoli... queste storie una risata te la strappano, di fronte a quanto sono try-hard, a quanto provano ad essere profonde e ad avere personaggi sfaccettati (fallendo miseramente), e soprattutto a quanto il MALVAGIO ABOMIGNO ci creda tantissimo, alla propria bravura come autore, al punto da ignorare attivamente i consigli di più o meno chiunque.
Quindi, cosa deve avere una storia per non lasciare neanche qualche risata ironica nella sua scia?
Andiamo a scoprirlo!
E voglio portarvi come esempio il franchise horror di “Lake Placid”.
Il primo film era un horror genuinamente ben fatto, ma già dal secondo si cominciarono a vedere problemi, ovvero che la trama era troppo simile al primo, non c'era niente di nuovo: sempre e solo coccodrilli di grossa taglia che ammazzano le persone.
Ma è con i film successivi che tale franchise diventa rilevante per il nostro discorso: il terzo e quarto film, e il crossover con “Anaconda” (giuro sull'Onnipotente Signore dell'Ateismo, l'han fatto davvero), sono semplicemente mal fatti, un eccellente esempio di film che, invece che essere il “Bel Tipo di Brutto”, quello che ti strappa una risata, sono il “Brutto Tipo di Brutto”.
La trama è piatta, il film sente il bisogno di ricorrere a scene di nudo di bassa lega per mantenere viva l'attenzione dello spettatore, gli effetti speciali sarebbero imbarazzanti per un'opera della Asylum, e in tutto questo non osano neanche abbastanza da spingersi nel territorio dell'involontariamente esilarante.
Quindi, la risposta alla domanda potrebbe essere che una storia davvero brutta è quella che non ti lascia niente: niente di positivo, già, ma neanche niente di negativo.
Per dire: di storie DAVVERO brutte ne ricordo tante, anche più di quante vorrei, e con un quantitativo ben poco confortevole di dettaglio... ma ce n'è una di Kingdom Hearts di cui non ricordo neanche il titolo, tanto era anonima, e di cui rammento solo che la self-insert dell'autrice era la waifu di Riku.
FineH.
Enzomma, chi mi conosce sa quanto mi diverto a recensire roba brutta sul Tubo, e quanto io sappia apprezzare i “So Bad, It's Good”, quindi direi che ben so di cosa sto parlando.
Avete altri esempi da portare?
Fatelo liberamente, che magari ci scrivo un sequel di questo articolo, un giorno.
Alla prossima!


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