“Sfatiamo i miti” (Via i fascisti da Wattpad! #4)

 corrado_guzzanti_fascismo

Quale modo migliore di festeggiare il 25 aprile se non con la stroncatura di un altro testo contenente del pauroso revisionismo storico filofascista?

https://www.wattpad.com/story/104045284-sfatiamo-i-miti

Oggi andiamo a recensire un testo storiografico di alto livello, una roba tale che “Il secolo breve” di Hobsbawm pare una barzelletta al confronto, e “La storia della mafia” di Salvatore Lupo si deve proprio far da parte.

Il titolo è “Sfatiamo i miti”: ne percepite la modestia, nevvero?

Ebbene, son d’accordo: sfatiamoli sul serio!

“Ciao lettore in questo libro vedrai tante storie che ti hanno insegnato a scuola è che tu credevi vere. Ora conoscerai la verità. forse farò una seconda parte del libro spero ti piaccia. Buona lettura.”

Dall’introduzione che ho riportato qua sopra, potete vedere come forse l’autore, FlavioLR123, avrebbe dovuto dedicare qualche altra ora del suo tempo allo studio della grammatica italiana.

Ma no, cosa dico: tante e troppo incredibili erano le rivelazioni delle quali voleva farci partecipi, non poteva certo stare a rileggere neanche queste due righe, figurarsi perder tempo per aggiunger due virgole.

Dunque, iniziamo: il primo “capitolo” (tre righe) s’intitola “Owens e Hitler”.

“Come tutti sapete nelle Olimpiadi di Berlino del 1936 l’americano Jesse Owens vinse 4 medaglie d’oro. VERO. Hitler non volle complimentarsi con l’atleta. FALSO. Il Fürer si complimentò con Jesse gli strinse pure la mano. Owens stesso lo ha affermato.”

Orbene, quanto scritto qui è effettivamente vero: ho controllato brevemente in rete, e volendo si può anche leggere la biografia dell’atleta afroamericano Jesse Owens.

D’accordo quindi, Hitler strinse la mano all’atleta di colore che vinse quattro (ahimè, non sono un tanto grande esperto di storia da poterlo scrivere in cifre) medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. E allora?

Cosa minchia mi si dovrebbe significare, per dirla alla Montalbano?

L’autore vorrebbe forse farci credere che Hitler non fosse razzista?!? Ma dai!

Le Olimpiadi di Berlino del 1936 furono un’enorme operazione di propaganda del regime nazista: servirono a mostrare al mondo come Hitler avesse risanato la Germania, mostrando solo il nuovo centro olimpionico e tenendo le telecamere lontane dalla reale miseria (e soprattutto, dai campi di prigionia già esistenti, come quello a Dachau).

I nazisti addirittura proibirono qualunque atto razzista durante il periodo delle Olimpiadi, in modo da illudere il mondo con un’immagine idilliaca del Terzo Reich. Figuratevi se Hitler stesso avesse mandato all’aria tutto questo elaborato inganno non stringendo la mano all’atleta di colore!

Insomma, un po’ come fece Putin con le Olimpiadi invernali a Soči nel febbraio 2014, tenute proprio mentre si apprestava l’invasione della Crimea, ultimata nel marzo 2014.

Tornando alla Germania nazista, riporto un brano dell’articolo sulle Olimpiadi di Berlino che potete trovare sull’Enciclopedia dell’Olocausto.

https://www.ushmm.org/wlc/it/article.php?ModuleId=10007985

“Per due settimane, nell’agosto del 1936, mentre il paese ospitava i Giochi Olimpici estivi, la dittatura nazista creata da Adolf Hitler mascherò accuratamente il proprio razzismo e il proprio militarismo. Il regime, inoltre, sfruttò i Giochi per trasmettere l’immagine di una pacifica, tollerante Germania e ingannare così i molti turisti e giornalisti stranieri.

[…]

I Nazisti eseguirono un’elaborata preparazione dei Giochi, che si sarebbero svolti dal 1 al 16 agosto. Venne costruito un enorme complesso sportivo e i palazzi e monumenti di Berlino vennero adornati con bandiere olimpiche e stendardi con la svastica. La maggior parte dei turisti rimase all’oscuro del fatto che il Regime Nazista avesse temporaneamente rimosso tutti cartelli o simboli antisemiti, né venne a sapere della grande retata di cittadini Rom effettuata a Berlino. I funzionari nazisti inoltre ordinarono che gli ospiti stranieri non dovessero essere soggetti alle leggi tedesche contro gli omosessuali e alle relative conseguenze penali.

[…]

Un’attenta coreografia atletica cercò di raffigurare il legame tra la Germania Nazista e l’antica Grecia, rappresentando così il mito della razza supportato dal Nazismo, secondo il quale la superiore civiltà tedesca costituiva l’erede di diritto della cultura “Ariana” dell’antichità classica. Gli sforzi concertati della propaganda continuarono ben dopo la fine dei Giochi con la distribuzione nel 1938 a livello internazionale del film “Olimpia”, documentario controverso diretto dalla regista tedesca e simpatizzante nazista Leni Riefenstahl. La Germania emerse vittoriosa dalle XI Olimpiadi. Già all’indomani della fine dei Giochi, Hitler accelerò i propri piani grandiosi per l’espansione della Germania e la persecuzione degli Ebrei venne subito ripresa.”

A proposito, avete notato che ho citato una fonte abbastanza autorevole per supportare la mia tesi circa il fatto che le Olimpiadi di Berlino furono un’operazione di propaganda, e che quindi la stretta di mano di Hitler non significò assolutamente nulla?

Ebbene, il nostro FlavioLR123 non cita mai alcuna fonte per supportare le sue incredibili e rivoluzionarie verità.

Dopotutto, questo è compito da talpe accademiche, non si può certo chiedere ai detentori della verità di abbassarsi a usare il metodo scientifico.

Comunque, ho una buona notizia. C’è un solo commento a questo capitolo, ed è questo:

commento_Hitler

Pazienza per gli errori, grazie per aver fatto notare l’ovvio al nostro grande storiografo!

Passiamo ora al secondo “capitolo”, lungo ben sette righe, nelle quali viene rivisto in modo critico il ruolo di Garibaldi nel Risorgimento italiano.

“L’unità d’Italia”

“A tutti voi a scuola è stato insegnato ciò che successe nel 1861: ovvero l’Unità d’Italia. VERO. Garibaldi venne al Sud e sconfisse i Borboni. Tutto ciò perché i Borboni erano tiranni stranieri che stavano rovinando il Sud Italia. Garibaldi ci salvò da loro. FALSO. Il Sud era ricchissimo economicamente; era la prima potenza europea e la quarta potenza mondiale. Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele assaltarono il Sud perché il Nord era povero. Altro che eroe dei due mondi, Garibaldi era il ladro dei due mondi.

Parlerò meglio di ciò nel prossimo libro.”

Comincio col dirvi che, purtroppo o per fortuna, l’autore non ha pubblicato nessun altro testo riguardante la storia del Risorgimento.

Prima di rispondere a questo cumulo di chiacchiere da bar, devo raccontarvi un aneddoto che ho omesso all’inizio di questa recensione: questo testo di revisionismo storico è stato il primo che ho trovato su Wattpad. E contiene anche un’apologia dell’operato di Mussolini, nel terzo e ultimo “capitolo”, ma ci arriveremo.

Lo trovai per caso il 29 luglio 2017, quasi un anno fa, proprio mentre cercavo storie alla “Love me if you dare” ambientate durante il fascismo, come scrissi nell’introduzione della stroncatura de “Le cose buone del FASCISMO”.

All’epoca però non avevamo ancora cominciato a recensire fic di Wattpad, e non avevamo neanche pianificato di cominciare a farlo seriamente come ora. Tuttavia, potrete immaginare quanto mi ribollì il sangue nelle vene a leggere questa roba, unita al pezzo sul fascismo.

Io ho un carattere sanguigno, nonostante tenti disperatamente di mascherarlo con un velo di pacatezza e calmi ragionamenti da matematico. E non è certo una qualità, me ne rendo conto.

Tuttavia, di fronte a simili falsità spacciate come verità rivelate non sono riuscito a resistere, e ho dovuto commentare già allora, cominciando quindi una discussione con FlavioLR123, dato che mi rispose quasi subito.

Forse questa è la ragione che mi ha spinto a recensire questo testo per ultimo, fra le apologie di fascismo e razzismo: anche in questo momento, proprio mentre scrivo, rivivo le stesse rabbia e indignazione, e le controllo a fatica.

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E adesso godetevi le risposte dello sfatatore di miti.

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Che bello!

Anche lui dice “se non ti piace, non leggere”, scegliendo però una versione più volgare e cafona. Ma d’altronde, non è una dolce pulzella che scrive fyccine su Enrico Stiloso e Justino El Bibero, costui è un vero storico serio!

E infatti, come tutti i veri ricercatori della verità, non appena incontra qualcuno che gli muove delle critiche severe, ma ragionate e serie, il suo atteggiamento è di dirgli di andarsene e di “non rompere le scatole”.

Viva il libero confronto, vero FlavioLR123?

Come sarebbe a dire che non vuoi “alimentare discussioni”?

Tu vieni qui e ci prometti di rivelarci incredibili verità che sfateranno i miti con i quali siamo cresciuti e non vuoi che discutiamo? Sono allibito, mio valent’uomo!

Non sai forse che tutti i grandi pensatori che hanno voluto rivoluzionare il pensiero umano andavano proprio in cerca del confronto e della discussione, per dimostrare la correttezza delle loro teorie?

Ah, ma forse tu ti trovi a un livello superiore: sei un profeta, ergo non puoi abbassarti a discutere con noi persone comuni. Tanto meno con gli studiosi, che preferiscono conoscere fonti e giustificazioni per ogni affermazione rilevante.

E comunque, caro grande storico, io non ho quasi nessuna credenza: sono ateo, scettico e razionalista. Ho studiato la storia del nostro Paese su vari libri di testo, da vari e differenti autori, facendomi quindi un’idea di come dovrebbero essere andate le cose, esaminando ogni cosa con spirito critico.

Se vuoi “far aprire gli occhi” anche a persone come me, devi darmi spiegazioni e argomentazioni, citare fonti e giustificare le tue conclusioni.

Lo so, sono difficile da soddisfare, ma, sai com’è, tendo a diffidare da qualunque forma di verità rivelata.

Tuttavia, messo alle strette, FlavioLR123 mi ha fornito due fonti, circa.

Prima di passare a esaminarle in modo critico, voglio soffermarmi sull’altro commento di MariaPalmalazzarino: grazie per aver espresso la tua opinione anche qui.

Comprendo il tuo pensiero. D’altra parte, se Garibaldi non avesse obbedito a Cavour (Vittorio Emanuele II non fece assolutamente nulla, se non mettersi una corona in testa), sarebbe quasi certamente scoppiata una guerra civile. Visto e considerato il fenomeno del brigantaggio, la guerra civile c’è stata comunque, ma la Storia appunto non si fa con i “se” e i “ma”.

Veniamo quindi alle fonti citate da FlavioLR123: il libro Carnefici di Pino d’Aprile e le canzoni del Regno delle Due Sicilie.

La seconda è una fonte solo nella fantasia del nostro sfatatore: che cavolo significa citare le canzoni?!

Allora io potrei citare l’inno d’Italia, scritto dal rivoluzionario repubblicano Goffredo Mameli (1827-1849) durante la breve esistenza della seconda Repubblica Romana (9 febbraio 1849 – 4 luglio 1849) guidata da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini.

A proposito, lo sapevate che Fratelli d’Italia era d’ispirazione giacobina, essendo stato scritto proprio per la Repubblica mazziniana? Era talmente troppo radicale che il nostro re non lo volle come inno nazionale, mantenendo invece la Marcia Reale, l’inno storico di Casa Savoia.

Fateci caso: in tutto il testo non viene mai menzionato alcun re, ma solo la fratellanza di tutti gli italiani. Infatti, divenne l’inno d’Italia nel 1946, quando finalmente nacque la Repubblica, dopo venti anni di dittatura e terrore.

Ora non fraintendetemi: a rileggerlo ora il testo suona palesemente retorico, o almeno ingenuo. Ma poteva essere altrimenti?

Fu scritto da un giovane di ventidue anni, che sarebbe morto di lì a poco, a seguito di una ferita riportata negli scontri contro l’armata francese, inviata dal cattolicissimo Luigi Napoleone Bonaparte, nipote di Napoleone, il quale due anni dopo avrebbe abolito la Repubblica in Francia, dichiarandosi imperatore con un colpo di stato.

Un giovane che aveva seguito Mazzini perché convinto degli ideali di uguaglianza, fraternità e libertà propugnati dai repubblicani: la seconda Repubblica Romana infatti sancì nella propria costituzione il suffragio universale, l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto.

Questi sono i patrioti che amo, i veri rivoluzionari.

Infatti, Mazzini visse tutta la vita in esilio, non volendo mai scendere a patti con il governo monarchico dei Savoia, neanche dopo il 1861.

Tornando a Fratelli d’Italia, posso forse citarlo come fonte in favore dei patrioti? In realtà, no, per il semplice fatto che si tratta comunque di un testo ideologico, non di un dato di fatto. Racconta di come le cose avrebbero dovuto essere nell’ideale di Mameli, non di come furono.

Per spiegarmi meglio, citerò ora due esempi in negativo.

Potremmo noi forse citare i canti propagandistici nazisti o sovietici per dimostrare che la Germania nazista e l’Unione Sovietica erano dei paradisi in terra? No, ovviamente no, ne converrete tutti.

Lo stesso dicasi per le canzoni fasciste… Ah, no, per FlavioLR123 quei testi sono una prova inconfutabile, certo!

In ogni caso, passiamo all’unica vera fonte gentilmente rivelataci dal nostro sfatatore, ovvero il libro di Pino d’Aprile.

Devo confessarvi che non avevo mai sentito parlare di questo autore, prima dello scorso luglio. È normale, non sono onnisciente, proprio per nulla affatto.

Così, ho fatto quello che dovremmo fare tutti quando ignoriamo qualcosa: mi sono documentato.

Pino d’Aprile è un perito industriale, poi diventato giornalista e scrittore, che si è occupato soprattutto di riesaminare in modo critico, e spesso polemico, le problematiche legate al Sud Italia, e quindi anche la storia e il mito del Risorgimento italiano.

Ho dato un’occhiata ai suoi ultimi libri: Carnefici, Giù al Sud e Terroni – Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero meridionali.

Fin da subito mi è stata chiara una cosa: Pino d’Aprile non è uno storico. Ora mi spiego.

In quest’epoca c’è un grande e rinnovato disprezzo contro gli studiosi e gli accademici, additati come “professoroni” da certi leader populisti. La questione riguarda la ricerca scientifica a tutto tondo: dai cosiddetti animalisti che rubano cavie dai laboratori per farle morire nei propri garage (e poi non si fanno problemi a comprare farmaci ottenuti proprio tramite le ricerche che sabotano), ai pazzi che negano l’esistenza di AIDS e tumori, volendo curare tutto con olio, pepe e limone, ai terrapiattisti che parlano di cospirazioni iniziate da Galileo Galilei in persona, ai revisionisti che vorrebbero negare la realtà della Shoah e dei campi di sterminio.

Mi aspetto dall’oggi al domani un movimento di gggente che venga a criticare noi matematici dicendo che i frattali non esistono e li abbiamo inventati solo per far soldi. Difatti, ora sto scrivendo seduto su due sacchi pieni di biglietti da cento in una villa enorme, non certo appollaiato su una sedia girevole scrausa in una stanzetta da studente fuorisede.

Sto divagando, scusatemi.

Quello che voglio dire è che, per fare ricerca, bisogna seguire un metodo scientifico, ovvero, fornire dati, documentazioni e fonti, in modo che chiunque altro possa ricavare indipendentemente le stesse conclusioni, in modo necessario. Questo è il motivo per il quale il metodo scientifico è l’unico modo di cercare una spiegazione verosimile di certi fatti, proprio perché tale spiegazione può essere controllata e verificata da altri.

Se non si procede in questo modo, non si può dire di stare fornendo verità scientificamente affidabili.

La ricerca storica è un po’ diversa, se non altro per il fatto che è oggettivamente possibile interpretare in modo diverso lo stesso evento storico. Tuttavia, l’evento storico in sé è il dato di fatto, e non può essere accettato come vero se non ne vengono fornite sufficienti e affidabili fonti.

Le canzoni non sono chiaramente una fonte affidabile, per esempio.

Ebbene, i testi di Pino d’Aprile non possono essere classificati come vera ricerca storica. Lo stesso autore non ha questa pretesa, non avendo egli stesso inserito alcuna bibliografia, e dal momento che usa un tono palesemente polemico, non certo consono a una fredda ricostruzione storica.

Vi faccio un esempio.

“Il Piemonte univa il Paese e ne sfoltiva parte della popolazione, al Sud, perché recalcitrante: o capivi che lo facevano per il tuo bene e cambiavi testa, o te la tagliavano, per il bene di tutti (di chi impugnava la mannaia, sicuro). E la tagliavano veramente, non per modo di dire («per comodità di trasporto», è spiegato in un rapporto militare) e magari la esponevano in paese, per educare i dubbiosi. Qual è la differenza con i boia dell’Isis, lo Stato islamico? Ma è ovvio: quelli dell’Isis sono selvaggi e dicono di essere patrioti; i piemontesi al Sud erano civili e patrioti: non si può fare di tutte le decapitazioni un fascio!” [Carnefici, pag. 29]

Ora, non voglio dire che Pino d’Aprile non citi fonti e non scriva cose vere: cita altri libri e riporta correttamente molti fatti. Tuttavia, pone sullo stesso livello libri scritti da professori universitari (come Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee, di Eugenio Di Rienzo) e libri di scrittori che condividono la sua stessa ideologia (perfino Gennaro De Crescenzo, presidente del Movimento Neoborbonico!). Inoltre, come avete letto, fa spesso paragoni più o meno impropri con la storia più recente, e salta di palo in frasca, mescolando i discorsi di Tony Blair con quelli di Nitti e Cavour, ad esempio.

Tuttavia, Pino d’Aprile ha voluto scrivere dei pamphlet polemici e politici, non dei testi di Storia. Accettare questi scritti in modo acritico è senz’altro sbagliato, dato che vengono presentati dei fatti perfettamente noti agli studiosi (come l’ingerenza della Gran Bretagna nella spedizione dei Mille, per la quale si veda il libro del Prof. Di Rienzo) come se fossero rivelazioni straordinarie finora tenute nascoste da chissà quale potere misterioso, e che vengono date per vere testimonianze che meriterebbero maggiori controlli, come appunto quelle raccolte da sostenitori di movimenti neoborbonici (che sono un filino di parte, a occhio).

Senza dubbio, la storia vera del Risorgimento non è quella versione semplificata che viene ancora insegnata alle elementari e alle medie: al liceo la situazione è un po’ migliore, in base alla mia esperienza.

Inoltre, trovo assolutamente giusto chiedere che le stragi compiute dall’esercito sabaudo nella sua lotta contro il brigantaggio, ovvero, nella guerra civile contro i lealisti borbonici e gli indipendentisti siciliani, siano riconosciute come tali e correttamente commemorate.

Per ottenere ciò però è necessaria una vera ricerca storica, volta a dividere i fatti storici dalle esagerazioni di parte, per far sì che a una vecchia menzogna non ne venga sostituita una nuova.

Quindi, ritengo che Pino d’Aprile abbia un buon ideale, ma che abbia scelto un mezzo inadatto per propagandarlo, trovandosi fra gli ammiratori soggetti come il nostro sfatatore di miti.

Tra l’altro, i libri di d’Aprile sono pieni di invettive contro Berlusconi, Bossi, Salvini e compagnia bella razzista, fascista e leghista, con tanto di un bel capitoletto sul razzismo dei leghisti contro i meridionali in Giù al Sud – Perché i terroni salveranno l’Italia; un’usanza di pochi anni fa che in molti sembrano essersi dimenticati troppo in fretta. La cosa mi fa solo piacere; mi domando quanto ne farebbe a FlavioLR123, vista la sua apologia del fascismo nel terzo “capitolo” del suo testo.

Quindi, non giudico in modo negativo Pino d’Aprile, per quanto non apprezzi il suo stile di esposizione.

Se volete farvi un’opinione critica del Risorgimento italiano, vi consiglio di leggere i seguenti testi:

Pensiero e azione del Risorgimento, di Luigi Salvatorelli,

L’unificazione italiana, di Salvatore Lupo,

 Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee, di Eugenio Di Rienzo.

Salvatore Lupo è un nome che ho già citato sopra, se vi ricordate: è professore ordinario di storia contemporanea all’Università di Palermo, e ha scritto molti testi sull’unificazione italiana, sulla mafia in Italia e negli USA, sul fascismo e sulla Prima Repubblica, e in particolare sulle connessioni fra la mafia e la Democrazia Cristiana (Andreotti, la mafia, la storia d’Italia).

Vi lascio il link di una sua intervista del 2012, dove esprime la sua opinione su d’Aprile e in generale sulla necessità di una vera ricerca storica sulla storia del Risorgimento.

“ Ritiene che l’egemonia esercitata dai gruppi “neo-borbonici” sulla produzione rivendicazionistica concorra a impedire una ricostruzione scientifica del Risorgimento nel Mezzogiorno?
Le posizioni e le manifestazioni neo-borboniche puntano a realizzare una sorta di “leghismo meridionale”. La loro letteratura non è opera di storici, bensì di strati della popolazione che guardano al passato con le lenti del presente. Esattamente come i militanti del Carroccio fanno con il Dio Po e con la simbologia dei Celti. Non è un’iniziativa elitaria né marginale, ma a differenza di quanto avviene al Nord essa non trova una risonanza partitica rozza che tuttavia costituisce un segno di vitalità. Assistiamo alla fioritura di un micro-nazionalismo fondato sulla mistificazione e sulla manipolazione della storia, che va preso sul serio poiché in un periodo di crisi i suoi richiami potrebbero ridurre i fatti a carta straccia e favorire la diffusione delle menzogne a buon mercato. La storiografia sta lavorando seriamente su un terreno così delicato e davanti a una platea di poche migliaia di lettori, nel disinteresse di chi possiede un’infarinatura superficiale del Risorgimento. Un’opera faticosa e meritoria, che purtroppo non viene agevolata dalla visione retorica e oleografica dell’Unità nazionale commemorata lo scorso anno. Fenomeno utile a cementare la memoria e l’identità collettiva, che però finisce per innescare la spirale delle celebrazioni e delle contro-celebrazioni ideologiche.“

http://www.linkiesta.it/it/article/2012/08/08/contro-il-risorgimento-e-in-atto-un-revisionismo-spicciolo/8708/

In tutto questo, non abbiamo però ancora parlato di Garibaldi, che in fin dei conti è il principale oggetto dell’invettiva di FlavioLR123.

Orbene, Pino d’Aprile non si scaglia quasi mai contro di lui. È vero che nel primo capitolo di Carnefici muove alcune accuse circa le pensioni che Garibaldi avrebbe ricevuto dal re Vittorio Emanuele II. Tuttavia, perfino d’Aprile deve riconoscere che Garibaldi mai e poi mai guidò spedizioni punitive contro i paesini del Sud Italia “colpevoli” di aver dato ospitalità ai “briganti”, come invece fece il luogotenente sabaudo Enrico Cialdini.

Garibaldi non era un fine politico, era un guerrigliero rivoluzionario: si unì a gran parte dei moti rivoluzionari e indipendentisti in Italia, fin dal 1833, quando aveva ventisei anni. Era un idealista repubblicano, come Mazzini, Mameli, Pisacane e i Fratelli Bandiera.

Tra l’altro, andò in esilio in Sud America perché ricercato in Piemonte, dato che aveva partecipato a un tentativo di insurrezione volto a rovesciare il re Savoia, all’epoca Carlo Alberto, padre di Vittorio Emanuele II, e noto in futuro come Re Tentenna.

Si unì nel 1836 alla ribellione di Bento Gonçalves da Silva, presidente della Repubblica Riograndese, contro l’Impero del Brasile (1835-1845), ma se ne allontanò disilluso, e tornò in Italia di nascosto per partecipare ai moti del 1848, unendosi ai mazziniani a Roma.

Dopo il crollo della seconda Repubblica Romana, Garibaldi e altri indipendentisti decisero di abbandonare la causa repubblicana di Mazzini e di allearsi al Regno del Piemonte, pur di riuscire a unificare l’Italia. Non che apprezzassero il re, o ancor meno i suoi ministri: è noto il disprezzo (reciproco) di Garibaldi nei confronti di Cavour.

Non sto a raccontare nuovamente la storia della Spedizione dei Mille, per la quale rimando ai testi storici che ho citato prima, altrimenti dovrei io stesso scrivere un libro di storia, e ciò va oltre il mio scopo e le mie capacità.

Voglio solo precisare una cosa: se proprio volete qualcuno da disprezzare, prendete Crispi o Bixio. Prendete quei garibaldini ed ex-mazziniani che da un giorno all’altro si riscoprirono fedelissimi sudditi di Sua Maestà Vittorio Emanuele II, Re d’Italia, e che accettarono gentilmente un bel posto in Parlamento.

Garibaldi, dopo aver protestato più e più volte per la cessione della sua città natale Nizza alla Francia (operata da Cavour nel 1859, in seguito a un accordo segreto con Napoleone III, per ottenere in cambio la Lombardia vinta all’Impero Austro-Ungarico) e per la repressione che già cominciava nel Sud Italia a opera dell’esercito sabaudo, si dimise dal proprio ruolo di parlamentare, e si mise a capo di una nuova spedizione per liberare Roma dal Papato, in aperta ribellione agli ordini del re.

Venne fermato sull’Aspromonte nel 1862 dal generale Pallavicini, che gli fece sparare a una gamba (“Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba…”, a proposito di canzoni).

Imprigionato in quanto ribelle, e poi amnistiato in quanto eroe simbolo della Nazione (il re non poteva permettersi di tenerlo in prigione), continuò a fare ciò che sapeva fare meglio, ovvero unire gruppi di volontari per azioni di guerriglia, offrendo il suo aiuto anche ai nordisti americani e alla Terza Repubblica Francese, nata dopo la sconfitta e la cattura di Napoleone III a opera del Regno di Prussia.

Garibaldi non ebbe forse la stessa fermezza morale di Mazzini, ma neppure accettò passivamente il nuovo regime monarchico, che mal lo tollerava e fu ben lieto di saperlo infine in esilio volontario a Caprera.

Lo stesso d’Aprile in Terroni cita passaggi delle Memorie di Garibaldi che testimoniano la sua opposizione alle politiche repressive attuate dallo Stato sabaudo dopo l’Unità.

“Colà era una questione sociale, la quale non si poteva risolvere col ferro e col fuoco.”

“[…] Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di esser preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio.”

Francesco Crispi, invece, smessa la camicia rossa, fece una bella carriera, riuscendo a diventare primo ministro dal 1887 al 1891 e di nuovo dal 1893 al 1896.

Sebbene da giovane avesse partecipato ai moti indipendentisti e repubblicani, si rivelò spietato nel reprimere anarchici e socialisti, oltre al dare inizio alla politica coloniale italiana, invadendo l’Eritrea (alla faccia della fratellanza dei popoli).

Ecco, buttate fango su questi infami arrampicatori sociali e trasformisti, se proprio dovete.

A conclusione di questo lungo discorso, voglio comunque consigliarvi una bella canzone sul brigantaggio, dei Mercanti di Liquore. Non voglio aprire un’altra lunghissima parentesi, ma è vero che molti briganti furono effettivamente combattenti per i diritti dei più poveri, come il giovane Garibaldi, e questo va ricordato (mentre non verserò mai una lacrima per i fanatici cattolici, i sanfedisti, i mafiosi e gli ex-ufficiali borbonici che rivolevano il potere di un tempo).

Arriviamo quindi al terzo “capitolo” (quattro righe), e raggiungiamo l’apice della mia collera, ora come lo scorso luglio.

“Mussolini”

“Molti di voi sanno che Benito Mussolini, il Duce, fu una capra a regnare che non fece niente al governo. FALSO. Il Duce aiutò parecchio l’Italia l’unico errore suo fu l’alleanza con Hitler. Ma non aveva scelta: se non si fosse alleato Adolf avrebbe dichiarato guerra a Benito e l’esercito tedesco era troppo potente… l’Italia avrebbe perso.”

Quando mi trovo di fronte a simili cumuli di ignoranza, semplicemente non so da dove cominciare.

Per prima cosa, repetita iuvant: quali sono le tue fonti, FlavioLR123?!

Stavolta non ci viene data proprio nessuna indicazione a riguardo, ma guarda.

Comunque, rendiamoci conto: il nostro sfatatore fa l’apologia di Mussolini e demonizza Garibaldi, il quale ha certamente fatto scelte sbagliate, ma niente in confronto a tutto ciò che la dittatura fascista ha comportato. Tra l’altro, fu proprio il fascismo a propagandare le versione più becera del mito risorgimentale, e a opprimere ancor di più i contadini del Meridione: a questo proposito, vi consiglio il bellissimo e tragico romanzo Fontamara, di Ignazio Silone.

D’altra parte, si sa che la coerenza non è di casa fra i fascisti.

Ovviamente, anche in questo capitolo lasciai dei commenti, e so che fremete dalla voglia di leggere il nostro botta e risposta, al quale si aggiunse anche un’altra fascista.

Siete venuti per il sangue, e lo avrete.

Prima, però, voglio ribadire ancora una volta concetti che ho già espresso altre volte: il fatto che il regime fascista abbia effettivamente portato avanti riforme economiche positive (sebbene non siano affatto tante come quelle che i neofascisti credono, e per questo punto rimando alla stroncatura de “Le cose buone del FASCISMO”) non può affatto, in nessun modo, scusare o farci dimenticare l’abolizione della libertà di parola, pensiero e stampa, l’abolizione di tutti i diritti democratici, la persecuzione, l’imprigionamento e l’assassinio di tutti gli oppositori politici, la guerra coloniale e i crimini contro l’umanità in Etiopia, l’alleanza con il nazismo fin dalla Guerra di Spagna (con il conseguente appoggio dato al dittatore fascista Franco, e poi al portoghese Salazar), e l’aiuto dato ai nazisti nella deportazione e nello sterminio della popolazione italiana di etnia ebraica, sinti e rom.

Per chi volesse (giustamente) un’analisi più approfondita di questi punti, consiglio di leggere le stroncature di “Le cose buone del FASCISMO”, “FERMO IL LIBRO”, “frasi celebri di Benito Mussolini” e “Il Fascismo”, oltre a dei veri testi di storia che adesso vi elenco:

Il fascismo eterno, di Umberto Eco,

Teoria e interpretazione del fascismo, di Emilio Gentile,

La via italiana al totalitarismo – Il partito e lo Stato nel regime fascista, di Emilio Gentile,

Il fascismo. La politica in un regime totalitario, di Salvatore Lupo,

The Fascists and the Jews of Italy, di Michael A. Livingston.

In particolare, in quest’ultimo libro di storia viene analizzata la preesistenza di un pensiero fortemente antisemita in Italia, ben precedente all’alleanza con la Germania nazista, e perfettamente coerente con il pensiero fascista.

In ogni caso, un commento che riflette il mio pensiero per fortuna c’è.

Commenti_Mussolini_1

Ovviamente, mi riferisco a quello di Kohai_Mai66: grazie!

Invece, MariaPalmalazzarino, ma come fai a dire che non era un cattivo diavolo?!

Non era un cattivo diavolo lui che ordinava ai suoi seguaci di andare a prendere chi gli si opponeva per massacrarlo di manganellate? Basterebbe il delitto Matteotti per confutare questa affermazione, senza tener conto di tutti gli altri crimini.

In ogni caso, è vero che Mussolini avrebbe potuto rifiutarsi di prender parte alla guerra: d’accordo, ho scritto poco sopra che la Storia non si fa con i “se” e i “ma”; ma ciò è esattamente quello che lo sfatatore qui presente sta facendo.

Tra l’altro, esistono appunto esempi concreti per sostenere questa tesi: le dittature di Franco e Salazar. Costoro non sostennero attivamente Hitler durante la guerra, e quindi non vennero toccati dagli Alleati, anzi, il Portogallo divenne pure parte della NATO (in funzione antisovietica i dittatori fascisti vanno benissimo, brava CIA!), e restarono saldamente al potere fino alla fine degli Anni Settanta.

Tremo al pensiero che ciò potesse accadere pure in Italia.

Tuttavia, questo è un fatto storico innegabile: Hitler tentò più volte di ottenere l’appoggio di Franco durante la guerra contro la sola Gran Bretagna (1940-1941), ma non risolse nulla. Ovviamente, le dittature spagnole e portoghesi aiutarono la Gestapo, le SS e i servizi segreti fascisti italiani a catturare esuli antifascisti e/o ebrei nella penisola iberica; ma non un solo soldato degli eserciti regolari spagnolo e portoghese partecipò alla guerra.

E Hitler che fece? Nulla.

La Spagna era forse troppo lontana? Ma dove?

La Germania nazista controllava la maggior parte della Francia, il resto era in mano al governo fascista collaborazionista di Vichy, comprese le colonie francesi in Nord Africa.

Semplicemente, il regime nazista non poté e non volle compiere alcuna rappresaglia per non impiegare la Wehrmacht su un altro fronte.

Tra l’altro, la guerra era già iniziata nel 1939, e Mussolini aveva dichiarato l’Italia “non belligerante” di fronte alle insistenze di Hitler, il quale chiedeva che venisse rispettato il Patto d’Acciaio. L’Italia fascista non era affatto pronta alla guerra, questo è un dato di fatto ben noto e riconosciuto.

Tuttavia, di fronte ai fulminanti successi dell’esercito tedesco, Mussolini fece pressione sui capi di stato maggiore, e mandò il Paese allo sbaraglio in guerra, per non perdere prestigio davanti al rivale dittatore: forse non era una “capra”, ma manco un fine stratega, a occhio.

La guerra contro la Francia (la Battaglia delle Alpi Occidentali), di fatto già sconfitta dai nazisti, durò dal 10 al 24 giugno 1940 – e la Francia si arrese ai nazisti il 16 giugno 1940.

In 14 giorni gli italiani ebbero 631 morti, 616 dispersi, 2.631 tra feriti e congelati; i francesi 40 morti, 84 feriti e 150 dispersi.

http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma-puntate/francia-1940-la-grande-disfatta/25961/default.aspx

Credo che questo bilancio dimostri a sufficienza quanto fossimo impreparati, male armati e disorganizzati.

Difatti, in seguito a questo e ad altri clamorosi insuccessi in Albania, Grecia, Africa Orientale e nel Mediterraneo, Hitler di fatto vide Mussolini come una zavorra, fino al punto di non volere soldati italiani sul fronte di Russia.

Mussolini insistette e, per il suo orgoglio folle, 26.115 persone morirono, 43.166 furono ferite e 63.684 disperse.

https://www.ilpost.it/2016/07/10/la-volta-che-abbiamo-invaso-la-russia/

Questo non è affatto il comportamento di chi viene costretto a partecipare alla guerra: lo ribadisco, Mussolini volle mostrare all’alleato nazista di poter competere con lui, e finì per diventarne il pupazzo, quando nel 1943 venne creata la cosiddetta Repubblica di Salò.

Ma veniamo infine al confronto vero.

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Come credete che abbiano risposto i due fascisti a queste mie critiche?

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Alle repliche di FlavioLR123 ho già risposto sopra.

Da notare l’italiano sempre eccellente: “voleva che l’Italia fosse diventata”.

E comunque, voglio aggiungere una cosa: anche nel caso fosse davvero andata così, un capo di Stato che non riesce a opporsi alle ingerenze di un leader straniero nella propria politica interna non è un bravo politico, ma è un quaquaraquà, per usare un’espressione di Sciascia.

Altro che il grande duce, il forte pelatone: s’è dovuto calar le braghe davanti a Hitler, ad ascoltare le vostre fantasiose ricostruzioni storiche, cari Acqua_Marina e FlavioLR123!

Ma siete sicuri che ne stiate facendo l’elogio? A me pare che lo dipingiate come un codardo incapace di protestare e proteggere davvero il popolo italiano.

Sì, perché sacrificarne una parte prima (gli italiani di etnia ebraica) e poi tutto il resto con la guerra non mi pare proprio il modo migliore di proteggere il popolo!

Sempre a voler fare un po’ di fantastoria, visto che vi diverte tanto, vi ricordo che Mussolini godeva di un certo rispetto in Europa (purtroppo), almeno prima del Patto d’Acciaio (maggio 1939).

Se la Germania nazista avesse davvero minacciato l’Italia, cosa che mai fece, Francia e soprattutto Inghilterra (il primo ministro Neville Chamberlain vedeva in Mussolini un utile alleato sia contro Hitler che contro Stalin) non sarebbero rimaste a guardare.

A proposito, le Leggi Razziali furono promulgate nel 1938, quindi prima dell’alleanza con la Germania nazista, proprio al fine di compiacere Hitler.

E Mussolini aiutò Franco a braccetto con Hitler già nel 1936, quindi la vostra tesi non può chiaramente reggere.

A meno che, ovviamente, non ammettiate che Mussolini divenne il lacché di Hitler fin dal 1935, in pratica. Guardate, a me va bene buttargli fango addosso, ma perfino io gli riconosco maggiore spirito d’iniziativa ed efferata capacità d’azione.

Circa l’affermazione secondo la quale la guerra imperialista in Etiopia non fosse intrisa di razzismo, come furono invece tutte le imprese coloniali di tutti i Paesi (in primis Francia, Germania, Belgio, Olanda, Stati Uniti e soprattutto Gran Bretagna), risposi già allora: citando una canzone di propaganda razzista, tra l’altro.

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Vedete che alla fine ho perso la calma.

Ma non intendo affatto scusarmi, né ora né mai.

Io mi permetto di darti dell’ignorante, FlavioLR123, perché lo sei!

Le tue argomentazioni sono inesistenti e i tuoi vaneggiamenti su eventi storici dei quali hai una visione più che distorta sono grotteschi.

Manco sei capace di ribattere alla mia presa in giro: “perché. Vattene”, ma che vuol dire?

Ma aspettate, c’è dell’altro.

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Per prima cosa, non permetterti tu neanche di chiamarmi “caro”: quelli come te non li tocco neanche con la canna da pesca.

Poi sì, mi permetto di definirti assai poco acculturato, visto sia come scrivi che come argomenti.

A proposito di Leopardi, inoltre, lo sai che era un intellettuale ateo, nemico di ogni dogma e sistema autoritario, e che scrisse una poesia dedicata all’Italia, ispirato dal pensiero patriottico e indipendentista di inizio Ottocento?

Quindi, usare la sua immagine non è coerente né con le tue idee filoborboniche né con le tue apologie di fascismo.

Circa la frase sopra: ah, no?

Rileggiamoci un po’ cos’hai scritto sull’infame dittatore fascista:

“Il Duce aiutò parecchio l’Italia l’unico errore suo fu l’alleanza con Hitler.”

Sì, hai detto che fece un unico errore, ovvero allearsi ai nazisti: ho già scritto sopra sia perché questa è un’idiozia e sia di quali altri crimini Mussolini si sia macchiato, quindi non mi ripeto.

Ci tengo comunque a osservare come lo chiami “duce” con la d maiuscola: no, ma non lo stimi affatto, certo.

E, per tua norma e regola, FlavioLR123, io sono in grado di distinguere il nazionalismo dal razzismo, anche perché esistono e sono esistite diverse varianti di nazionalismo. So anche come la degenerazione del nazionalismo, che nasce come amor di patria proprio di personaggi come Garibaldi (che tu tanto disprezzi), sia proprio il razzismo.

Amare la propria terra natia, e gli usi e i costumi dei propri nazionali, voler far conoscere e contribuire alla grandezza della propria cultura nel mondo, lottare per migliorare lo Stato nel quale si vive: questa è la forma migliore di nazionalismo, anche detta patriottismo.

Sentirsi superiori solo perché si è nati in Italia, non volere che nessun altro possa venire a vivere qui, odiare ogni forma di diversità sono invece gli effetti della degenerazione del nazionalismo, e potete vedere quanto rapidamente portino al razzismo e al fascismo.

Inoltre, noi esseri umani viviamo su una sfera limitata, un minuscolo granello di materia nel cosmo sconfinato: davvero ha senso che io prediliga in modo ossessivo ed esasperato la piccolissima parte di questa sfera dove, per puro caso, sono nato?

Non ha senso il nazionalismo inteso come lo intendono le destre estreme, che sia o meno già razzismo: siamo cittadini del Mondo. Tutti gli esseri umani sono uguali e i confini degli Stati sono solo un risultato di casi e scelte arbitrarie della Storia: per quale ragione una di queste porzioni di Terra dovrebbe essere migliore di un’altra?

Io amo l’Italia, e voglio che sia un esempio per tutto il mondo, per l’arte, per la cultura e per la scienza, voglio che sia un Paese aperto, senza discriminazioni, libero, per tutti coloro che vogliono viverci rispettandone le leggi.

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Come ho già spiegato sopra, il nazionalismo vero, quello che nacque nel Diciannovesimo secolo con le lotte per l’indipendenza in Italia, Ungheria, Polonia, Grecia e altrove, non era razzismo, la sua degenerazione però sì.

Per discutere, è necessario che ci si ascolti a vicenda, e vedete bene che questi due non l’hanno fatto per nulla, quindi non ho altro da aggiungere.

A Kohai_Mari66 voglio dire solo grazie, grazie, grazie!!

In conclusione, questo testo contiene una palese apologia di fascismo, oltre a dell’insensato revisionismo filoborbonico che fra l’altro attacca Garibaldi e non i Savoia per ragioni ignote. Per tacere del primo “capitolo” su Hitler, del quale mi sfugge il senso.

In ogni caso, il terzo “capitolo” è una ragione più che sufficiente per chiederne la rimozione da Wattpad.

A questo proposito, voglio rivolgermi all’amministrazione di Wattpad, qualora stessero leggendo.

Non ha senso questa vostra tolleranza nei confronti delle apologie di fascismo e delle celebrazioni della figura di Mussolini. O meglio, non ha senso a meno che non vogliate mostrare la stessa tolleranza nei confronti di testi in favore del razzismo, del nazismo e dell’antisemitismo. Quest’idea secondo la quale non si dovrebbero accomunare fascismo e nazismo, e che si possa condannare il secondo, e scusare o sostenere il primo, è semplicemente assurda.

Infatti, il nazismo è nato ispirandosi al fascismo, e i metodi impiegati per prendere il potere e mantenerlo, l’ideologia di base e la realizzazione storica dei due regimi sono certamente più affini che distinti.

zerocalcare_hitler_mussolini

Andatevi a cercare il fumetto di Zerocalcare che parla di nazismo e fascismo, ora!

http://espresso.repubblica.it/foto/2018/01/16/galleria/questa-non-e-una-partita-a-bocce-la-graphic-novel-integrale-di-zerocalcare-1.317179#6

Tornando a parlare seriamente (non che Zerocalcare non lo faccia), il fascismo è un’ideologia che prevede la realizzazione di un regime dittatoriale, dove una sola persona, a capo di un piccolo gruppo, prenda ogni decisione. Nei regimi fascisti la libertà di parola e di pensiero non esistono, figurarsi quella di scrittura.

Quanto pensate che durerebbe Wattpad in un regime fascista?

E se qualcuno volesse obiettare che in questo modo non saremmo democratici nei confronti dei fascisti, torno a ripetere quello che ho già scritto più volte: la democrazia deve proteggere se stessa da chi vuole distruggerla.

Si deve difendere contro coloro che vogliono il potere solo per interessi personali, ma anche e soprattutto da quei movimenti politici che sostengono l’ineguaglianza degli uomini e l’abolizione della libertà.

“La tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.” (Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici)

Viva l’Italia unita, libera e democratica!

Viva il 25 aprile!



Non smettiamo mai di lottare per un mondo più giusto, e perché mai più si ripetano gli orrori delle dittature passate.

Con rabbia e speranza,

Evgenij

PS (Aggiornamento del 23/12/2020): Finalmente, dopo ben due anni e svariate segnalazioni, Wattpad ha rimosso questa apologia di fascismo. Vittoria!

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